
Ha iniziato la sua carriera con il cabaret e dal suo esordio cinematografico, avvenuto tre film fa, di cui due da protagonista, Alessandro Siani comincia ad essere un artista “ricercato”, di quelli che non vengono riconosciuti solamente nella loro città natale (nel suo caso Napoli) ma ovunque, in tutta Italia. “Anche se a Padova mi conoscono poco…”, scherza l’attore.
Cresciuto con i film western tipo Mezzogiorni di fuoco, e con il cinema americano delle grandi storie di vendetta con relativo duello finale, dopo aver esordito con la commedia Ti lascio perché ti amo troppo, di Francesco Raniero Martinotti, ed essere stato notato e voluto da Aurelio De Laurentiis per una parte in Natale a New York, il simpaticissimo comico napoletano si è imposto al grande pubblico grazie alla commedia La seconda volta non si scorda mai, in cui è protagonista assieme ad Elisabetta Canalis, ed è già al lavoro sul suo prossimo film, che sta scrivendo di suo pugno.
“Però il titolo non ve lo dico!”, scherza l’attore, il quale però aggiunge che "stavolta si tratta di un personaggio molto diverso da quelli che ho interpretato finora caratterizzati da un certo sentimentalismo. Sarò più cattivo, perché penso che la cattiveria sia alla base della comicità. Tra l’altro penso che il mio personaggio sarà ancora più divertente del dovuto perché è difficile immaginare un napoletano che non sia buono, non siete d’accordo?”.
Non sarà però pronto a breve, il nuovo film di Siani, perché l’attore sta “scrivendo un libro per la Mondadori, intitolato ‘101 cose da non fare a Napoli’. E’ un libro diverso dai soliti schemi, mi darà la possibilità di far leggere alla gente di una Napoli inedita, ironica, divertente, diversa da quella di cui si parla nei giornali e alla Tv. Uscirà a Natale del 2009 e sì, sta rallentando la mia attività cinematografica ma ci tenevo troppo a fare questo film”.
Ma Alessandro Siani è anche sinonimo di “buon teatro”. Il suo ultimo show, Per tutti, ha debuttato allo stadio San Paolo di Napoli con 25.000 spettatori e, una volta passato al Teatro Augusteo, ha ottenuto la possibilità di fare ben 15 repliche, e presto sarà anche a Roma.
E’ stato spesso definito erede di Massimo Troisi ed il suo nome è stato molte volte accostato a quello di Vincenzo Salemme, anche se il paragone sembra imbarazzarlo un po’: “Vincenzo oggi rappresenta Napoli ad altissimi livelli e mi piace molto. Quando si parla di Troisi si parla di un genio, ed io non sto dalla parte di nessuno, artisticamente parlando, mi farebbe piacere far parte della schiera di attori in cui sono collocati loro due che sono dei grandi”.
Ma non ha mai sognato un ruolo drammatico, perché “vista la drammaticità che ci circonda, per ora sento di più l’esigenza di far ridere, rasserenare la gente. Mi auguro che anche le vicende del mondo si tranquillizzino per darmi quella serenità necessaria a far ridere la gente”.
Quando qualcuno gli suggerisce che forse gli spettacoli “dialettali” potrebbero essere “sottotitolati” anche a teatro, a causa delle "barriere linguistiche interregionali", Siani spiega (con tono scherzoso ma fondamentalmente esprimendo un concetto serio) che “una cosa del genere sarebbe possibile solo al cinema, a teatro ci vorrebbe una sorta di servizio “karaoke” che farebbe durare lo show dalle 4 alle 5 ore. E comunque ci sono spettacoli dialettali che hanno funzionato un tutto il mondo, secondo me non è importante cosa dici ma come lo dici. Troisi, Eduardo, Servillo ne sono esempio calzante”.
Parlando di strettissima attualità, ed in particolare dell’emergenza rifiuti a Napoli, Siani ha le idee molto chiare: “Quando si parla di questo problema, una parte della cittadinanza napoletana si vergogna per la ‘cattiva pubblicità’ che viene fatta alla città. Ma c’è una parte di Napoli che vive seriamente questo problema perché vive vicino alle discariche, e spera seriamente che se ne parli perché così magari qualcuno finalmente prenderà l’iniziativa per risolvere questo problema”.
fonte:http://alessandrosiani.iobloggo.com/